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giovedì 2 maggio 2013

La camicia che si lava dopo 100 giorni


Con quella camicia addosso hanno fatto davvero di tutto, comprese le pulizie di casa, una partita a bowling e persino una sciata, perché l’obiettivo dei 15 collaudatori sparsi in tutto il mondo e usati per la “100 Day Challenge” era quello di dimostrare che la camicia in questione poteva essere realmente indossata per 100 giorni di fila senza che ci fosse l’inevitabile e maleodorante obbligo di cambiarla. E nemmeno di stirarla, perché non fa pieghe neppure dopo la strizzata più energica.


A realizzare il sogno di ogni casalinga disperata dinnanzi ai cumuli di camicie del marito da lavare e stirare è stata l’azienda americana Wool&Prince che, dopo sei mesi di test e ricerche, ha sviluppato e brevettato un tessuto che ha la morbidezza al tatto del cotone, ma in realtà è fatto di un pregiatissimo filato di lana, che dura sei volte in più del cotone, ha una maggiore resistenza agli strappi (la lana può essere torta e ritorta per oltre 20mila volte senza rompersi contro le 3.200 del cotone) e grazie alla piegatura naturale mantiene la forma senza necessitare di stiro. Non solo.


A differenza degli altri materiali, che s’impregnano di sudore e sviluppano un cattivo odore già dopo poche ore dall’utilizzo, la lana assorbe il sudore e lo fa evaporare, eliminando la puzza al punto che la camicia sembra ogni volta fresca di bucato, anche se magari è usata da diversi giorni. Oppure «si prova ad accartocciarla a mo’ di palla e ad infilarla sul fondo dello zaino, per vedere come viene fuori, salvo ritrovarla pronta da indossare manco fosse stata appena tolta dall’armadio», come ha raccontato uno dei tester della “100 Day Challenge”.

 

Ideata a Brooklyn ma realizzata a Shangai è
 disponibile in quattro taglie (S, M, L, XL).
 La camicia
“a lunga conservazione”


(Fonte:Corriere.it)






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